premessa

Educare con valori cultura e lavoro
Se esistesse una bussola di cui servirsi per vivere quel rischio a volte complesso ma certamente affascinante dell’educazione, l’ago sul quadrante dovrebbe, a nostro avviso, segnare almeno questi tre orizzonti: valori, cultura e lavoro.
In ognuno di essi si potrebbero generare percorsi e progettazioni: noi cercheremo di considerarli sempre in una circolarità, in un ineludibile rispettivo rimando.


I valori
I Valori cristiani e, più largamente, in una prospettiva multiculturale, i valori religiosi non si contrappongono ai valori che la cultura occidentale specifica come umani: l’apprezzamento per la libertà e la dignità di ogni uomo, il rispetto della vita compresa quella vegetale e animale, il coraggio e la fatica anche al costo del dolore, la promozione dell’integrazione e della pace: un breve elenco per nulla esaustivo di quelli che a nostro avviso dovrebbero essere i valori da usare come strumento per relazionarsi alle nuove generazioni mostrando in essi la promessa di felicità e realizzazione; ma essi sono anche gli obiettivi a cui tendere progressivamente insieme. I valori umani sono come un reticolato che impedisce la brutalità delle scelte e la disgregazione dell’esistenza, sono la mappa interiore per orientarsi nella stagione liquida della post-modernità.


La cultura
Non semplicemente quella insegnata sui banchi di Scuola pur se per questa Istituzione, sempre passibile di miglioramento e bisognosa di sostegno in un lavoro di rete con le altre agenzie educative territoriali, si ha il primo e imprescindibile accesso a quell’humus che fa di noi una società. Noi vogliamo valorizzare anche la cultura che si sposa con le competenze apprese nei cenacoli familiari o nei contesti formali dei nostri soggetti o in quelli amicali e informali. La fluidità e la conoscenza della lingua italiana, l’apprendimento della lingua comunitaria per non precludersi l’orizzonte europeo così gravido di futuro e di nuove relazioni, la storia che abbiamo in cui con chiarezza si possano giudicare luci e ombre, il pensiero che affonda le radici nella filosofia antica, i linguaggi scientifici e matematici sono elementi che, sintetizzati nell’esperienza, sanno generare modelli esistenziali sempre nuovi e preparano una coscienza capace anche di opporsi e resistere.


Il lavoro
Nonostante la crisi economica del 2008 e le insufficienti politiche nazionali che si sono susseguite negli ultimi anni, chi ha a che fare con l’educazione sperimenta giornalmente la verità che trapela dall’articolo 1 della nostra Costituzione Italiana: siamo una Repubblica fondata sul Lavoro perché in esso si esprime pienamente la persona e ad esso è legata la sua dignità. La giusta retribuzione non è che un’evidenza di questo concetto. Quando a un giovane manca la prospettiva di un lavoro è precluso non solo il suo futuro ma anche il suo riconoscimento nel presente e gli appare come bagaglio nozionistico e inutile la cultura appresa; e, cosa ben più grave, soprattutto in un tempo in cui i modelli riconosciuti ostentano con volgarità ricchezza e lusso, le fasce giovanili più deboli e sprovvedute o in cui i valori non sono profondamente radicati, idealizzano e assolutizzano il denaro e per conquistarlo sono disposti anche ad accedere a reti malavitose che, in un contesto come Gratosoglio, sono facilmente intercettabili.