proposta

Contro l'assistenzialismo dei padri e il disfattismo dei figli: promuovere e accompagnare intraprendenza e innovazione.

Se dovessimo stigmatizzare due piaghe del nostro contesto potremmo indicarne due: assistenzialismo e disfattismo, cause culturali diverse con lo stesso esito di indolenza e di inerzia. Pur se lontani da un giudizio gettato sulla collettività, questi due fenomeni sono ben riscontrabili. Il primo più marcatamente è dei padri cresciuti con il modello sociale di un welfare più marcato. Le giuste garanzie a volte sono diventate la pretesa per ogni richiesta fino ad azzerare l’intraprendenza e la creatività; oppure sono diventate il pretesto per delegare ad altri attori sociali e istituzionali anche quei compiti a cui è tenuto ogni cittadino per il decoro e il progresso della casa comune che è il quartiere e la città. Le generazioni nutrite di assistenzialismo hanno contribuito a gettare le periferie urbane nel degrado giustificando l’inoperosità con un’accusa incondizionata a quelle stesse istituzioni che pure avevano provveduto a dare loro i servizi di base ma che forse non avevano educato anche ad un positivo spirito imprenditoriale. Parimenti, probabilmente figlia di quella mentalità, noi percepiamo come un rischio anche la mentalità disfattista delle nuove generazioni inclini al fatalismo che giustifica la deriva personale e collettiva contro ogni motivazione di riscatto.
Una startup in un quartiere in parte malato di passività e sfiducia è un azzardo che vogliamo rischiare come una denuncia contro il fatalismo di taluni e per suscitare l’interesse ed evocare l’intraprendenza di altri che sanno di stringere il loro futuro fra le mani e ne vogliono prendere parte con protagonismo.

La logica dei segni: il valore di accendere un processo di autoriscatto.
Sollecitare fra i nostri giovani il pensiero di realizzare una startup, accompagnarli nella stesura di un progetto, promuovere un bando per selezionarne alcuni, offrire per essi un luogo di incubazione sappiamo che non è risolutivo per le gravi carenze lavorative dei nostri giovani del quartiere. Eppure noi crediamo nel potere dei segni, potere che accende processi. Crediamo che un segno così possa essere da stimolo alla creatività di altri e che gli strumenti utilizzati per alcuni possono essere costantemente a disposizione di molti altri. Il nostro impegno non è dunque risolutivo ma vuole gettare possibilità per invertire la rotta.

La Startup come proposta sintetica
Gli attori sociali coinvolti in questo processo non saranno gli utilizzatori di questo progetto. Ognuno di noi mette a disposizione le proprie competenze e le proprie risorse umane per lasciare libero spazio all’intraprendenza dei giovani del quartiere e del territorio della nostra municipalità.
Il noi e il nostro che è il contesto sociale in cui operiamo, in questo momento in cui si è avviato un serrato dialogo con le Istituzioni private e pubbliche per la riqualificazione sociale di Gratosoglio, è più importante dell’io e del mio. Le risorse anche economiche richieste non saranno a vantaggio di nessuna delle singole realtà e rimarranno a disposizione della collettività e investite nei processi di istituzionalizzazione e per il corretto svolgimento del progetto con il partner Speed MI Up prescelto a guidare le fasi attuative del progetto.

Gratosoglio: un luogo dove arrivare e non solo da cui partire

Contro la stagnazione la creazione di un luogo di lavoro.
Il progetto si svolgerà in quartiere ma sarà aperto ai giovani della Municipalità e potenzialmente dell’intera città. Non solo, noi auspichiamo che la sede di incubazione anche di nuove startup possa trovare nella sede del CAM del Municipio V una collocazione stabile.
Il rischio di ogni periferia in effetti è che essa non sia un luogo dove circolano persone e dunque idee. Spesso la collocazione urbanistica fa di questi pezzi di città il finale delle corse della giornata, dove gli abitanti si chiudono nelle case in attesa di vivere altrove la loro vita lavorativa; la periferia rischia di essere un luogo di stagnazione sociale.
Offrire qui opportunità di lavoro, in un quartiere che comunque è facilmente accessibile anche con i mezzi pubblici e che custodisce risorse umane e naturali, può spezzare l’isolamento che potrebbe generare discriminazione ed esclusione e fare di Gratosoglio un modello e una risorsa per l’intera città.

La proposta

L'idea vincente per la tua vita...e per la vita di Gratosoglio

Il progetto nasce per stimolare la creatività dei giovani in un'area che, posta ai margini della città, è tutt'altro che marginale per l'eccezionalità della vita che si respira! Dare forma alle tue idee e ad una possibile impresa, accendere processi che innestino buone pratiche di lavoro è il primo vero passo per la rigenerazione del nostro quartiere!

 

Dall'idea al percorso di formazione

Municipio V e le realtà sociali ed educative ti invitano a prendere parte a tre seminari formativi completamente gratuite a cura di Speed MI Up, in cui professionisti dell'Università Bocconi e della Camera di Commercio – realtà che compongono Speed MI Up, tratteggeranno cosa sia una Startup e quali siano le condizioni per renderla vincente e produttiva.

Scopri i contenuti dei seminari e come partecipare

 

Dalla formazione alla presentazione della tua StartUp e dall'incubazione al lancio

Al termine del percorso formativo sarà presentato il Bando Start Up Gratosoglio della durata di circa 60 giorni grazie al quale potrai presentare la tua idea vincente. Una Commissione valuterà tutti i progetti che avranno partecipato e, nel mese di febbraio 2020, 3 progetti soltanto saranno selezionati e potranno passare alla fase di incubazione in modo pressoché gratuito. Unica condizione: il luogo dell'incubazione sarà il quartiere Gratosoglio. La fase dell'incubazione sarà della durata di 12 mesi.